IL COMMISSARIO OSPITE ALLA TRASMISSIONE RAI “UNO MATTINA”
I NUMERI DEL PRIMO ANNO: OLTRE 3.300 TONNELLATE DI RIFIUTI RIMOSSE E 329 MILIONI DI EURO STANZIATI
Il Generale D. CC Giuseppe Vadalà traccia il bilancio delle attività in linea con i dettami della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo: «Nessuna bacchetta magica, ma lo Stato sta recuperando il tempo perduto. Fondamentale la collaborazione di tutti».
NAPOLI, 22.05.2026 – A un anno dall’insediamento del Generale D. CC Giuseppe Vadalà nel ruolo di Commissario per le aree contaminate delle province di Napoli e Caserta, si traccia il primo bilancio delle attività di contrasto al degrado ambientale e di messa in sicurezza del territorio campano. Un piano massiccio di interventi nato per dare una risposta concreta e tempestiva alla condanna della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo del 31 gennaio 2025.
I numeri del primo anno di gestione descrivono un cambio di passo netto nell'azione di risanamento:
• 3.349 tonnellate di rifiuti già rimosse sul territorio;
• 418 siti di abbandono censiti come prioritari grazie alla sinergia con Comuni, associazioni e Forze dell'Ordine;
• 80 siti riqualificati (distribuiti equamente in 34 Comuni: 17 nella provincia di Napoli e 17 in quella di Caserta), con lavori già conclusi in 38 di essi, tra cui il campo rom di Ponte Riccio a Giugliano e l'avvio della rimozione di 500 tonnellate di rifiuti nella galleria incompiuta di Arzano.
Per l'attuazione di questo piano, l'impegno economico complessivo messo in campo ammonta attualmente a 329 milioni di euro, così ripartiti:
• 28 milioni di euro per la rimozione dei rifiuti e la riqualificazione dei primi 80 siti;
• 101 milioni di euro destinati alle operazioni in corso su 32 grandi siti per le attività di caratterizzazione delle matrici ambientali (tra cui aree complesse come Caivano, Calvi Risorta-ex Pozzi Ginori, Pianura, Ercolano-Cava Fiengo, Napoli-ex Cava Suarez, Acerra, i Laghetti di Castel Volturno, Area Vasta Giugliano e la discarica di Lo Uttaro);
• 200 milioni di euro dedicati alle successive opere di bonifica o messa in sicurezza definitiva.
I flussi finanziari stanziati prevedono 60 milioni per lo scorso anno, 100 milioni per il corrente anno 2026 e ulteriori 100 milioni già programmati per il 2027.
«Si tratta di cifre importanti, ma sicuramente serviranno altre risorse – ha dichiarato il Commissario Straordinario, Generale Giuseppe Vadalà –. La difficoltà maggiore è far capire che ci vorrà tempo per risanare un territorio ferito da un vulnus gravissimo, davanti al quale si doveva fare di più già da anni. Non abbiamo la bacchetta magica: dobbiamo essere tutti sulla stessa linea e collaborare attivamente. Ma lo Stato c'è, e stiamo recuperando il terreno perduto, in piena conformità con quanto richiesto dall'Europa».
Per garantire che le aree bonificate non tornino a essere terra di conquista per gli sversamenti illeciti, la struttura commissariale ha predisposto un piano di videosorveglianza ad alta tecnologia. Sono in fase di implementazione:
• 10 torri di controllo attrezzate con telecamere di ultima generazione;
• 40 telecamere in dotazione al Comando Regione dei Carabinieri Forestali;
• Un drone di monitoraggio per il controllo dall'alto delle aree più sensibili.
Massima attenzione viene inoltre rivolta alla tutela della vocazione agricola della regione: sono stati infatti individuati 1.500 ettari a rischio prioritario, sui quali verranno avviate approfondite indagini per valutarne lo stato di salute e definire le necessarie attività di bonifica, restituendo così sicurezza e dignità alle produzioni locali.