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Premio DICEARCHIA 2026: appuntamento dedicato ai temi dell’impegno civile

Pozzuoli (NA), 30.05.2026 - si è svolta nella mattinata, presso l’auditorium dell’Istituto Comprensivo 1° Marconi-Diano di Pozzuoli, la cerimonia di consegna del Premio Dicearchia 2026, appuntamento dedicato ai temi dell’impegno civile, della solidarietà e della tutela ambientale.  L’iniziativa, promossa dall’Associazione Nuova Dicearchia e dall’Osservatorio per la Tutela dell’Ambiente e della Salute, insieme a realtà associative e istituzionali del territorio, è stata dedicata anche quest’anno alla memoria di Lia Di Francia, figura profondamente radicata nella comunità flegrea. Il premio, ispirato all’antica “Dicearchia”, nome greco di Pozzuoli legato al concetto di “governo dei giusti”, continua a rappresentare un riconoscimento a chi si distingue per impegno civile, responsabilità sociale e tutela del territorio.


Ad aprire la cerimonia è stata Giovanna Di Francia, presidente di Nuova Dicearchia e organizzatrice dell’evento, che ha ricordato la sorella Lia con parole molto partecipate.
«Il premio giunto alla sua XIII edizione 2026 nasce per trasformare la memoria in impegno concreto e continuativo», ha sottolineato. «Lia credeva profondamente nella solidarietà e nella partecipazione attiva alla vita della comunità. Per lei, donna attiva e “rumorosa” il bene comune non era un concetto astratto ma una responsabilità quotidiana. È questo il senso che vogliamo continuare a dare a questa iniziativa, raccontando chi ogni giorno si impegna per gli altri, spesso lontano dai riflettori».

Di Francia ha aggiunto che il premio rappresenta anche un messaggio rivolto alle nuove generazioni: «Viviamo un tempo complesso, in cui è facile lasciarsi travolgere da notizie negative. Per questo riteniamo fondamentale dare spazio a esempi positivi. Raccontare l’impegno civile significa offrire ai giovani modelli concreti di responsabilità e speranza».


A moderare i lavori è stato il giornalista Claudio Ciotola, presidente dei Giornalisti Flegrei che ha guidato i diversi momenti dell’incontro sottolineando il valore delle testimonianze e delle esperienze condivise.
La dirigente scolastica dell’Istituto ospitante, Lucia Pollio, ha offerto un intervento articolato sul ruolo della scuola come presidio educativo e civile:
«La scuola non è soltanto un luogo di trasmissione del sapere, ma uno spazio vivo di cittadinanza attiva. Qui si impara non solo a studiare, ma a vivere insieme, a riconoscere il valore delle regole, del rispetto e della cura dell’altro».


Ha poi sottolineato il senso profondo dell’ospitalità dell’evento:
«Accogliere il Premio Dicearchia significa assumersi la responsabilità di educare alla memoria e alla consapevolezza. Significa aiutare i ragazzi a comprendere che l’impegno per il territorio, per l’ambiente e per la legalità non è qualcosa di lontano, ma riguarda il loro presente e il loro futuro quotidiano».


Significativo anche l’intervento del Vescovo di Pozzuoli, S.E. Mons. Carlo Villano, che ha richiamato il tema della cura del creato alla luce dell’attualità:
«La recente visita del Santo Padre ad Acerra è stata un segno forte e concreto di attenzione verso una terra ferita dall’inquinamento ambientale. È un richiamo che interpella tutti noi e ci invita a non rimanere indifferenti». E ha aggiunto: «La tutela dell’ambiente non è solo una questione tecnica o politica, ma una responsabilità profondamente umana e spirituale. Serve una collaborazione ampia tra istituzioni, scuole, comunità e cittadini per custodire il creato».


Momento centrale della cerimonia è stata la consegna del Premio Dicearchia 2026 al Generale dell’Arma dei Carabinieri, già Comandante del Corpo Forestale dello Stato Giuseppe Vadalà, nominato dal governo Commissario unico per la bonifica delle discariche abusive e dei siti contaminati sul territorio nazionale. «Questo riconoscimento che mi attribuite oggi non è solo mio: appartiene a una rete di persone che ogni giorno lavorano per il territorio», ha affermato. «Nessuno può affrontare da solo sfide così complesse. Serve una collaborazione costante tra istituzioni, cittadini e mondo scientifico». Vadalà ha sottolineato anche il ruolo della partecipazione civica: «La difesa dell’ambiente non può essere delegata. Ogni segnalazione e ogni attenzione al territorio sono contributi preziosi. Quando una comunità diventa protagonista del proprio ambiente, il cambiamento diventa possibile. Un ringraziamento doveroso all’arma dei carabinieri, ma anche alle altre forze di polizia e al contributo di ogni singolo che nel proprio piccolo fa la sua parte». Il Generale ha poi voluto dedicare un passaggio agli “invisibili”: «Ci sono persone che operano ogni giorno senza clamore ma con grande efficacia». Tra questi ha citato Giovanna e Ciro Di Francia, riconoscendone l’impegno costante in iniziative culturali e nelle battaglie ambientali dell’area flegrea.


Il convegno, ad un certo punto, è stato arricchito da un intermezzo musicale per pianoforte e clarinetto, eseguito dalle professoresse Giovanna Borghese e Giuseppina Di Napoli. E la musica, si sa, parla la lingua più universale di tutte: riesce a dire tanto senza pronunciare una sola parola.

È intervenuto poi il maestro Antonio Isabettini autore dei quadri, olio su tela, esposti al convegno e realizzati appositamente. Li ha spiegati e ha sottolineato quanto egli stesso sia legato al premio. Si è soffermato sulla bellezza dei luoghi della città di Pozzuoli e del territorio flegreo e di quanto forse neanche i cittadini si rendano conto della straordinarietà.


Molto toccante anche la testimonianza della madre del piccolo Domenico, scomparso recentemente e tragicamente dopo un trapianto cardiaco al Monaldi di Napoli:
«Il suo ricordo ci dà forza ogni giorno. Per lui abbiamo dato vita a una fondazione, perché nessun’altra famiglia debba vivere lo stesso dolore».


È stato inoltre premiato l’imprenditore di moda Ugo Cilento per il contributo della sua maison alla valorizzazione delle eccellenze del territorio campano.


Intenso l’intervento di Ciro Di Francia, presidente dell’Osservatorio tutela ambiente, salute, già docente, ex segretario regionale CISL Scuola e presidente dell’ENAM, che ha voluto, a chiusura, rimarcare il senso dell’iniziativa:
«Questo premio non è una celebrazione formale, ma un impegno che continua nel tempo. Il territorio flegreo ha bisogno di attenzione costante, non di riflettori occasionali».


E con tono accorato ha aggiunto:
«La vera sfida è non abituarsi mai al degrado, non smettere mai di denunciare e di costruire alternative. Solo così la memoria diventa azione concreta».
Subito dopo, una volta conclusi gli interventi, Giovanna Di Francia ha letto una poesia dedicata alla sorella Lia, in un silenzio carico di emozione che ha attraversato tutta la sala. La stessa Di Francia si è visibilmente commossa e al termine si è lasciata andare in un abbraccio affettuoso con il suo papà.
Il Premio Dicearchia si è così confermato non solo come riconoscimento, ma come gesto collettivo di responsabilità e memoria condivisa.
La manifestazione si è conclusa in un clima di partecipazione e convivialità grazie anche al contributo della storica Pasticceria Del Giudice, con il tradizionale “Procolino”, divenuto un simbolo dolciario della tradizione puteolana.
Il Premio Dicearchia 2026 conferma così la sua missione: dare valore all’impegno civile, sostenere chi lavora per il bene comune e trasformare la memoria in un esempio concreto per la comunità.