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Castel Volturno, il WWF lancia l’“Officina del cambiamento”: oggi il confronto su ambiente e futuro del territorio

Castel Volturno (CE) – 26.09.2027 - Le criticità ambientali, la tutela del territorio e la necessità di costruire una prospettiva di sviluppo sostenibile sono al centro della giornata di lavori organizzata oggi dal WWF a Castel Volturno. Un confronto che mette insieme associazioni, realtà territoriali e rappresentanti istituzionali con l’obiettivo di individuare le principali emergenze dell’area e, allo stesso tempo, definire possibili linee di intervento.

WWF Castel Volturno 2

La giornata rientra nel percorso nazionale delle “Officine del cambiamento”, pensate dal WWF come momenti di confronto direttamente sui territori. La sessione mattutina è dedicata all’analisi delle criticità di Castel Volturno e del litorale, mentre nel pomeriggio il lavoro prosegue con la costruzione di una road map condivisa, da sottoporre successivamente alle istituzioni.

«Castel Volturno ha problemi, ma anche enormi potenzialità»

A spiegare la scelta di Castel Volturno è Dante Caserta, direttore Affari legali e istituzionali del WWF Italia.

«Abbiamo avviato a livello nazionale questo percorso e volevamo individuare territori nei quali realizzare delle “Officine del cambiamento”, momenti di condivisione e confronto. Abbiamo scelto Castel Volturno perché per il WWF rappresenta sicuramente un territorio con importanti problematicità dal punto di vista ambientale, ma al tempo stesso possiede enormi potenzialità naturalistiche, che spiegano anche l’impegno che negli anni abbiamo portato avanti in quest’area».

L’obiettivo, secondo Caserta, è mettere insieme la denuncia delle criticità e la ricerca di soluzioni concrete.

«Il lavoro che proviamo a fare è proprio questo: non nascondere le problematiche, ma cercare di individuare possibili soluzioni e lavorare perché il territorio metta in campo le sue risorse migliori. È questo il motivo per cui siamo qui».

Il direttore Affari legali e istituzionali del WWF Italia guarda anche al quadro più ampio delle politiche ambientali, richiamando la necessità di mantenere il percorso verso la sostenibilità.

«Siamo molto impegnati affinché le scelte compiute negli ultimi anni, che andavano nella direzione della sostenibilità, di una maggiore attenzione ai cambiamenti climatici e alla perdita di biodiversità, siano portate avanti. Penso anche al Green Deal europeo. Ci rendiamo conto, invece, che sta avvenendo quasi il contrario, con un arretramento rispetto a una serie di scelte già effettuate».

Da qui, per il WWF, la necessità di ripartire proprio dai territori.

«Attraverso iniziative come questa vogliamo far comprendere la necessità della transizione energetica e, più in generale, di una transizione ambientale. I territori stanno già pagando costi molto alti a causa, ad esempio, del cambiamento climatico e l’inazione non farà altro che aumentare questi costi».

Viglione: «La tutela dell’ambiente può diventare un volano di sviluppo»

Sulla scelta di Castel Volturno insiste anche Vincenzo Viglione, della segreteria regionale del WWF Campania, che lega l’iniziativa alla necessità di un nuovo modello di sviluppo per il territorio.

«Per chi vive quest’area da tantissimi anni, la scelta di Castel Volturno è stata quasi naturale. Quando ci è stata illustrata la direzione che il WWF Italia voleva tracciare con questo lavoro – dall’“Officina del cambiamento” alla trasformazione e rigenerazione del territorio, fino alla transizione ecologica – abbiamo riconosciuto in Castel Volturno un luogo che racchiude tutte queste dimensioni».

Il punto di partenza sono le difficoltà, ma lo sguardo è rivolto alle opportunità.

«Sappiamo che Castel Volturno ha tantissime criticità, ma sappiamo anche che possiede molte potenzialità che possono essere valorizzate attraverso la tutela dell’ambiente. Per tanti anni una serie di condizioni, anche sul piano politico ed economico, ha contribuito al degrado e all’abbandono del territorio. Oggi c’è bisogno di un cambio di paradigma».

Per Viglione, la sfida riguarda anche il rapporto tra ambiente ed economia.

«Ci sono tante realtà presenti sul territorio che vogliono mettere la tutela dell’ambiente al centro della valorizzazione. Dobbiamo fare un salto di qualità, portando questa attenzione anche a chi vuole investire, fare impresa e creare economia. Crediamo che la tutela dell’ambiente, se abbracciata anche da chi fa impresa, possa diventare un volano di sviluppo».

Una prospettiva nella quale il WWF intende assumere un ruolo di raccordo tra le diverse realtà.

«Oggi i tempi sono maturi per fare questo tipo di lavoro e il WWF vuole essere un catalizzatore di queste istanze, cercando di contribuire a cambiare in meglio le sorti di quest’area».

Aveta: «Servono fatti concreti e un progetto complessivo»

Al confronto partecipa anche il consigliere regionale Raffaele Aveta, presidente della Commissione Agricoltura, che pone l’accento sulla necessità di trasformare il confronto in azioni concrete.

«Dobbiamo fare in modo che le istituzioni siano al fianco di Castel Volturno con fatti concreti e atti concreti. Bisogna lavorare per affrontare le emergenze ma, allo stesso tempo, costruire una prospettiva per rendere Castel Volturno sempre più un luogo accogliente».

Per Aveta, il quadro delle priorità va oltre la sola dimensione ambientale e coinvolge il tessuto economico e sociale.

«Le priorità sono tantissime e i temi di intervento non riguardano soltanto l’ambiente, ma più in generale il tessuto economico e sociale di un territorio che sappiamo essere complesso. È arrivato il momento di affrontarlo».

Tra i temi indicati dal consigliere regionale c’è quello dell’ecosistema costiero.

«L’ambiente deve essere una priorità, in tutte le sue declinazioni, a partire dall’ecosistema costiero. C’è poi il tema del mare, sul quale bisogna lavorare perché i risultati di quest’anno non sono stati particolarmente soddisfacenti».

Aveta richiama inoltre la necessità di rafforzare il collegamento tra territorio e istituzioni, attraverso una presenza costante e una capacità di segnalare le problematiche.

«Dobbiamo essere sentinelle sul territorio. Molte questioni non arrivano alle istituzioni proprio perché manca questo collegamento. Chi vive Castel Volturno deve poter segnalare i problemi e consentire alle istituzioni di intervenire».

Il consigliere regionale allarga quindi il ragionamento alla necessità di una strategia complessiva.

«Serve un progetto complessivo per un Comune che vive da tanti anni una condizione di emergenza. Quando si parla di una legge speciale per Castel Volturno, probabilmente si fa riferimento alla necessità di affrontare una quantità di problematiche che non sono soltanto ambientali, ma anche sociali, culturali ed economiche. Un quadro così complesso non può essere gestito attraverso un singolo intervento».